UNA QUESTIONE DI DESIGN CON GABRIELLA CRESPI

Lo spirito anticonformista degli Anni Settanta continua a splendere, richiamando alla mente i movimenti per la libertà e la pace. Questo straordinario desiderio di originalità, felicità, joie de vivre, diede origine a un periodo di eccezionale creatività, nel quale la bellezza classica avrebbe generato una miriade di espressioni che trascendevano ogni manifestazione conosciuta fino a quel momento, sfociando nella modernità con un uso senza precedenti di forme, colori e materiali.

“Il primo ed essenziale principio di ogni processo creativo è innato nell’artista e, come scrisse uno dei maggiori critici d’arte della dinastia Sung, Kuo Jo-Hsü: ‘cresce nel silenzio dell’anima.”

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Nel mondo contemporaneo fatto di trend banali e scontati, il design unico di Gabriella Crespi è profondamente personale e attuale. Il desiderio di non ambire alla produzione di massa e di lasciare la sua mente libera di vagare con la fantasia, l’ostentazione e il glamour di una generazione fanno di lei l’espressione più pura del momento storico in cui vive, ed è proprio per questo motivo che state leggendo di lei oggi.

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Questo spirito libero, che oggi ha 94 anni, entrò a far parte del mondo del Design diplomandosi al Liceo Artistico presso l’Accademia di Belle Arti di Brera e iscrivendosi alla facoltà di Architettura del Politecnico di Milano, dove iniziò a sviluppare una prospettiva personale nella creazione, articolando forme che incontravano le esigenze del design contemporaneo, e accrescendo la sua abilità con aggiunte e sottrazioni o cambiamenti funzionali.

“Sfida” potrebbe essere la parola adatta per descrivere il suo percorso di vita. Fu la sola donna a guadagnarsi il rispetto dei colleghi e dopo il matrimonio con Giuseppe Maria Crespi la comunità creativa fu riluttante ad accettare un membro così affascinante. — Elisabetta Crespi ricorda che sua madre desiderava essere considerata una donna indipendente.

“Ho sempre considerato l’indipendenza nel mio lavoro, così come nella mia vita privata, una delle mie più grandi conquiste”
A questo proposito Francesco Vezzoli spiega: “Era una donna, era aristocratica, era ricca […] Ma oggi, in un’epoca post-ideologica, tutto ciò che avrebbe potuto esserle avverso non lo è più. Le persone guardano l’oggetto, e vogliono comprarlo perché è assolutamente unico”.

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I pezzi più conosciuti di Crespi sono eccezionali non soltanto per eleganza e design moderno, ma anche per la loro funzionalità, come la serie di mobili Plurimi, che vennero presentati per la prima volta nel 1968 e prodotti per tutti gli anni Settanta. Le forme potevano essere aperte e riadattate; alcune, come il mobile-bar Yang Yin, includevano ripiani interni e spazi necessari per riporre le bottiglie. Nel 1974 si affermò con la collezione Rising Sun, che si caratterizzava per mobili e articoli per la casa realizzati in ventagli di raggi di bamboo. Questa collezione crebbe fino a includere differenti tipologie di home décor, come vassoi, culle e paraventi.

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La spiritualità riveste un ruolo importante nella vita di Gabriella Crespi: la sua convinzione è che la vita sia fatta di corsi e ricorsi. Lasciò il suo attico di Milano, che era anche il suo showroom, a metà degli anni Ottanta e si trasferì in India, dove trascorse quasi vent’anni tra meditazione e pratica dello yoga. Ad ogni modo quando nel 2006, durante una visita in famiglia a Milano si ruppe il femore, percepì questo avvenimento come l’inizio di una nuova fase della propria vita, quindi tornò a dedicarsi al design ripartendo da dove si era fermata anni prima.

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Questo nuovo inizio riportò alla luce alcune sue vecchie idee su schizzi rivisitati in bronzo, che richiedevano nuove strategie.
Oggi vive a Milano e si dedica alla creazione di nuovi progetti. Siamo impazienti di vedere come questa incredibile donna riuscirà ancora a stupirci!

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“L’arte di vivere è la suprema arte.”
François-Xavier Lalanne

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