UN CLASSICO DELL’ARCHITETTURA: VILLA KAUFMANN

Villa Kaufmann rappresenta il vertice dell’attività di progettista svolta da Richard Neutra a Palm Springs, in California. Completata nel 1950, la Kaufmann House fu pensata con rifugio per Edgar J. Kaufmann e la sua famiglia dai gelidi inverni del nord-est americano.

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Richard Neutra è universalmente considerato una delle icone dell’architettura moderna. Sebbene tra il 1925 e il 1950 abbia firmato più di 300 progetti, la fama è indissolubilmente legata agli interventi residenziali nel sud della California.
Nato a Vienna, cresce con il mito per quelle figure chiave nella storia dell’architettura che hanno saputo creare il proprio percorso in maniera autonomia. Tra gli altri non possiamo non citare Adolf Loos, Frank Lloyd Wright, Rudolf Schindler o Robert Evans Alexander.

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La profonda armonia tra gli spazi dell’abitare e la natura circostante della Villa Kaufmann riprende il concetto di architettura organica intensamente sviluppato dal suo maestro Frank Lloyd Wright: un approccio dove tutti gli elementi progettuali, l’edificio in sé e i suoi arredi, generano una composizione interconnessa e unificata in grado di dialogare in modo quasi spontaneo con il paesaggio tutt’attorno.

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La sua raison d’être è quella di rifugio invernale dal freddo nord-est americano. Sebbene a tutti sia nota l’insostenibilità di un cubo di vetro nel mezzo del deserto americano, tuttavia,  questo risponde allo scopo per il quale è stato pensato: catturare più radiazione solare possibile. La distribuzione si sviluppa lungo due traiettorie. Mentre gli spazi più privati della casa sono orientati lungo l’asse est-ovest, gli ambienti di ricevimento corrono da nord a sud. La pianta sviluppata da Neutra è così pensata per ricevere la massima illuminazione diurna e maggior ventilazione possibile.

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Equilibrio, indipendenza e paesaggio sono le caratteristiche principali di tutto il progetto.
I flussi sono organizzati con precisione in modo che questi si sviluppino in gallerie ombreggiate e separate dagli spazi privati, così che questi si svolgano in totale autonomia e rispetto della privacy familiare. La piscina è uno degli elementi più iconici e riconoscibili della casa: essa non va però solo intesa come gioiello fotografico. La vasca risponde infatti ad un preciso disegno di equilibrio compositivo.

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L’edificio e il paesaggio appaiono come un unico elemento. Da qui la negazione del limite tra interno ed esterno. L’eliminazione delle barriere spaziali non dipende però solo dal concetto di pianta aperta ma anche dalla scelta degli arredi e dei materiali: un mix di elementi cari all’International Style come vetro e acciaio e pietra dello Uthah. Queste scelte, combinate alla predominanza delle linee orizzontali, fanno apparire la casa sospesa dal terreno.

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L’architettura immutabile non esiste, essa nasce infatti per essere vissuta. A seguito di pesanti alterazioni e modifiche, la Villa è stata recentemente oggetto di un attento restauro da parte de Giulio Schulman.

Riuscite a immaginare di trascorrere l’inverno in questo capolavoro sospeso nel deserto?

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