VOLEZ, VOGUEZ, VOYAGEZ – LOUIS VUITTON

Louis Vuitton presenta “Volez, Voguez, Voyagez – Louis Vuitton” al Grand Palais di Parigi fino al 21 Febbraio 2016.
Una mostra che ripercorre il grande viaggio di Louis Vuitton dal 1854 a oggi, secondo un percorso articolato in 9 capitoli.

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I. IL BAULE DEL 1906: UN DESIGN INNOVATIVO

Nel 1835, all’età di quattordici anni, Louis Vuitton lascia Anchay, il suo paese natale sulle montagne della Jura, nella Francia orientale vicino al confine con la Svizzera. Intraprende un lungo viaggio a piedi, giungendo a Parigi due anni dopo. Al suo arrivo viene assunto come apprendista imballatore da Romain Maréchal, il cui lavoro si basava sulla produzione di scatole e casse utilizzate per imballaggi.
Una ventina di anni dopo, nel 1854, Louis Vuitton fonda la sua azienda nel 1854 e comincia ad attirare l’ammirazione della società alla moda, come l’imperatrice Eugenia. I suoi progetti erano ergonomici, realizzati per essere resistenti e leggeri. La perfezione del suo baule piatto è ormai considerata l’inizio della valigeria moderna. Rinnova continuamente tessuti e modelli, per proteggere i prodotti dalle contraffazioni. Nel 1875, la creazione del primo baule-armadio verticale, con ogni parte accuratamente progettata, garantisce il successo di un’azienda già specializzata nel viaggio. Il resto della storia sarà scritta da suo figlio Georges e suo nipote Gaston-Louis.

Nel 1890, il lucchetto con serratura a cilindro fu una grande invenzione, permetteva al cliente di aprire ogni bagaglio con una sola chiave. Nel 1896, la nascita della celebre tela Monogram onorò con orgoglio il padre fondatore, morto nel 1892.

II. IL LEGNO – PASSAPORTO VERSO LA LIBERTA’: LE ORIGINI DI LOUIS VUITTON

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Di tutti i materiali coinvolti nella produzione di un baule, il legno occupa una posizione simbolica e cruciale. Riflette le umili origini di Louis, il fondatore dell’azienda. E’ anche un promemoria dei paesaggi forestali di Franche-Comté. Il legno è stato al centro della sua professione come è stato per le cinque generazioni che lo hanno preceduto. Armato della sua conoscenza nell’ambito della produzione delle botti, Louis Vuitton diventò un produttore e confezionatore di casse di legno al suo arrivo a Parigi. Gli strumenti di un produttore di bauli sono simili a quelli di un carpentiere, un falegname o un costruttore di botti: tagliare, montare, frazionare, affilare e assemblare un repertorio di movimenti invariati. Quando sviluppava i bauli che lo avrebbero reso famoso, usava il legno di pioppo per assemblare la struttura. Tagliava le fasce di rinforzo dal legno di faggio. Per gli interni, usava alberi di canfora per tenere lontani i parassiti oppure il legno di palissandro per il suo gradevole profumo.

Ancora oggi, gli ordini speciali seguono questo stesso uso dei materiali. Che siano semplici o inusuali, le richieste speciali sono sempre progettate nei laboratori di Asnières-sur-Seine, con essenze di pregio, utilizzando il telaio più favorevole ad uno stile di vita nomade.

III. BAULI CLASSICI: UN RAFFINATO INVENTARIO DI TESSUTI, FORME E LUCCHETTI

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Fin dalla sua fondazione, la Maison Louis Vuitton si è distinta tra i suoi contemporanei per una serie di invenzioni e innovazioni che oggi costituiscono un lessico di modelli e forme senza tempo. La tela Trianon Grey del 1854 seguì a una tela a righe, disponibile nel 1872 nei toni del rosso e marrone, poi beige e marrone. La tela Damier, creata nel 1888, precedette di otto anni l’iconica tela Monogram, che giustappone motivi floreali, forme geometriche, e la sigla “LV”. Dopo aver sviluppato e perfezionato il baule piatto, la Maison ha continuato ad arricchire il suo vocabolario di volumi, funzioni e altre firme. Bauli-armadio, bauli per la posta, bauli secretaire, bauli per cappelli, bauli corti e alti, così come il baule “Ideale” a doppio top, confermano la reputazione di Louis Vuitton, che “racchiude in modo sicuro gli oggetti più fragili”, con una “specializzazione in imballaggi per la moda “.

IV A. L’INVENZIONE DEL VIAGGIO: SPEDIZIONI LONTANE – LA CROISIERE NOIRE E LA CROISIERE JAUNE

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Tra il 1924 e il 1925, André Citroën organizza la Croisière Noire: un progetto esplorativo di natura tecnologica e umana attraverso l’Algeria, il Mali e il Congo.
Maison Louis Vuitton ha accompagnato la spedizione su richiesta del signor Citroën. gli odini speciali furono sviluppati in modo da offrire bauli adatti a vincoli climatici e logistici, nonché alle necessità della vita quotidiana di questi esploratori.

La seconda spedizione organizzata da André Citroën, la Croisière Jaune, ebbe luogo a poche settimane dall’apertura ufficiale dell’Esposizione Coloniale del 1931. Il suo intento era quello di attraversare la leggendaria Via della Seta attraverso l’Asia.

Oltre lo spirito di conquista storica, la missione mostrava le varie conquiste e invenzioni tecnologiche sviluppate da André Citroën, sempre accompagnate dalla Maison Louis Vuitton per il comfort e la protezione degli equipaggi.

IV B. L’INVENZIONE DEL VIAGGIO: L’ASCESA DELLA NAVIGAZIONE, LA VOGLIA DI CROCIERA E L’INTRODUZIONE DELLA STEAMER BAG

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All’inizio del XX secolo, l’invenzione della Steamer Bag Louis Vuitton trasformò radicalmente l’industria creativa del bagaglio a mano. Originariamente progettata come bagaglio aggiuntivo, la Steamer Bag poteva essere piegata e conservata in un vano del baule armadio. Poteva contenere tutti i vestiti già indossati fino alla fine del viaggio. La sua dimensione moderna, la leggerezza, e la comodità prefiguravano la flessibilità del borsone da sport di oggi, che è il suo successore.
La Steamer Bag è stata intimamente associata alla grande voglia di viaggiare per mare. Dalla prima decade del novecento, su palazzi galleggianti sempre più veloci, anche i guardaroba respiravano di nuova vita durante le ore del giorno e gli eventi sociali della sera. Negli anni ‘30, pigiami da spiaggia, vestiti da spiaggia, e completi estivi sarebbero stati a completa disposizione del sole sul ponte della nave.

IV C. L’INVENZIONE DEL VIAGGIO: L’AUTOMOBILE, VELOCITA’ A PORTATA DI MANO

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Legati alla parte superiore o a quella posteriore delle vetture, i bauli da auto in Vuittonite o tela Monogram portano guardaroba e cappelli. Valigette poggiapiedi, bauli da picnic e refrigeratori rendono le fermate lungo il percorso essenziali. Avvolta in una copertura da auto – spesso le auto erano senza tetto allora – indossando un cappello o un velo protettivo e al riparo sotto gli occhiali spessi, la passeggera alla moda teneva una borsa piatta di cuoio marocchino tra le braccia. La sua forma semplice, in varie dimensioni, conservava gli oggetti che dovevano essere facilmente reperibili: guanti, stole, boccette. Era il preludio alla borsetta a mano e alla borsa alla moda che fiorirono nel XX° e XXI° secolo.

IV D. L’INVENZIONE DEL VIAGGIO: AVIAZIONE, BAULI E BORSE NEI CIELI

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All’inizio del XX° secolo, Louis Vuitton seguì da vicino gli innovatori che, dal dirigibile all’aeroplano, si ergevano pionieri del nuovo spazio aereo. Per equipaggiare gli aviatori prima e i passeggeri poi, il baule da aereo poteva contenere “2 pezzi di abbigliamento, 1 soprabito, 10 camicie, 3 abiti da notte, 3 paia di mutande, 3 gilet, 6 paia di calzini, 12 fazzoletti, 1 paio di scarpe, 18 collari staccabili, guanti, cravatte e cappelli “tutto in meno di 57 chili. Le sue dimensioni erano identiche alla Aviette, una versione più femminile. Da allora, Louis Vuitton non ha mai smesso di usare l’ingegno per progettare bagagli sempre più leggeri e funzionali.

IV E. L’INVENZIONE DEL VIAGGIO: I TRENI, IN PARTENZA VERSO NUOVI ORIZZONTI

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Nel XIX° secolo, l’evoluzione dei trasporti ridusse le distanze. Le navi a vapore iniziarono ad operare nel 1830, collegando l’Europa alle Americhe. L’invenzione dell’automobile negli anni ’90 dell’800 e l’avvento delle compagnie aeree commerciali nel 1900 e delle ferrovie nel 1848 accompagnarono il mondo verso nuove abitudini ed esperienze di vita.
L’abbigliamento, anch’esso oggetto di miglioramenti, si adattò alle nuove modalità di viaggio. Abiti, cappotti, e tute in toni neutri erano compagni della gente alla moda. Viaggiare diventò uno stile di vita. Il baule da cabina poteva facilmente scorrere sotto al sedile di un vagone letto. I modelli di borsa da viaggio “bocca quadrata” e Gladstone, le borse per indumenti, e le borse da notte in pelle color cognac o carbone facevano bella mostra sulle braccia di nomadi contemporanei.

V. HEURES D’ABSENCE: LA SCRITTURA NEL LAVORO DI LOUIS VUITTON

Bauli secretaire, bauli libreria, scrivanie, uffici mobili, magie e incantesimi: la Maison Louis Vuitton ha accompagnato i viaggi di scrittori importanti e anonimi dilettanti per i quali la scrittura era una necessità e un piacere prima dell’avvento di qualsiasi mezzo di telecomunicazione moderno. Questo modo di vivere, raccontare storie e dare sfogo ai sentimenti, e questa arte della corrispondenza sarebbe stata apprezzata da Gaston-Louis, nipote di Louis Vuitton, più di chiunque altro. La scrittura e l’amore per i libri occupavano un posto importante per lui. La sua devozione per l’arte della tipografia incontrò la sua passione per i monogrammi, il cui rinnovato e ampliato l’utilizzo egli sosteneva fortemente. Un vero appassionato, Gaston-Louis divenne anche editore attraverso le sue associazioni bibliofile. Les Exemplaires, creato nel 1926, pubblicò romanzi, racconti o saggi tra cui Gold di Blaise Cendrars, Colline di Jean Giono, e Le Bal du Comte d’Orgel di Raymond Radiguet La sua dedizione per la carta, di cui era collezionista, si basava sulle sue attività come esperto autore e disegnatore, che sviluppò sia nel tempo libero che durante il servizio all’azienda.

VI. IL TABLE TRUNK: CONVERSAZIONE CON L’ARTE

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Nel 1927, René Gimpel, importante mercante d’arte, ordinò un baule che potesse accompagnarlo durante i suoi frequenti viaggi tra Parigi, Londra e New York, i luoghi dove era solito fare affari. Di grandi dimensioni, si apriva a svelare cassetti dove trovavano posto gli indispensabili telai senza che si rovinassero durante il trasporto.
La storia della relazione tra Louis Vuitton e l’arte ha avuto inizio con questo tipo di attenzione verso il cliente, dove la cura del confezionatore e costruttore di bauli era riconosciuta. Questo rapporto si sviluppa ulteriormente nel corso del XX° secolo. A volte c’erano pittori e artisti visivi che erano clienti ben noti, come Henri Matisse e Francis Picabia. A volte diventavano artisti per la Maison, invitati a reinventare tessuti, modelli o forme per il marchio, come nel caso di Takashi Murakami, Richard Prince e anche Damien Hirst.

VII. BAULI AFFASCINANTI: LA COLLEZIONE STORICA DI GASTON-LOUIS VUITTON

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“I vecchi bauli hanno alcune caratteristiche che mi permettono, senza vederli, di realizzare a poco a poco, ciò che sono. Per favore risponda alle seguenti domande ” Gaston-Louis Vuitton elaborò un questionario che inviava a coloro che, a loro volta, potevano chiedere di acquistare un vecchio baule per lui. In questo documento, ancora oggi conservato, i tipi di copertura sono elencati in forma di pittogrammi che il proprietario può spuntare. Ci sono molte domande riguardanti le dimensioni, i materiali, le serrature e anche l’interno dei bauli. Così, a partire dal 1900, Gaston-Louis mise insieme una delle più belle collezioni di bauli, casse e scatole di tutti i tempi.
Il pezzo più antico risale al XIV° secolo. Alcune sono Europee, altre provengono dal Nord Africa, dalle Americhe e dall’Asia. Le loro dimensioni e l’utilizzo variano. Per concludere il documento (che certo non mancava di poesia e fantasia) Gaston-Louis aggiunse: “oltre a vecchi bauli, colleziono tutto ciò che riguarda l’attività di produzione dei bauli, specialmente vecchi strumenti come martelli, pinze, pialle, spatole, giunti, travetti, ecc. Carta vecchia, compreso fatture, cancelleria, cartoline, etichette per indirizzi, volantini, annunci, ecc. Sono, inoltre, interessato al legno [. . .] e, in generale, a qualsiasi oggetto che abbia natura artistica e allo stesso tempo susciti interesse “.

VIII A. LA MODA: STELLE SUI BAGAGLI E BAULI PER LE STELLE

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Una borsa per indumenti, rivestita in coccodrillo o pelle marocchina, un kit da bagno, una boccetta e una scatola per gioielli: l’arte di Louis Vuitton fiorì negli anni ’20 e ’30 con eccellenti modelli da portare a mano. Gli specchi decoravano la collezione, spazzole con parti posteriori scolpite mostravano i loro raffinati disegni e fragili bottiglie trovavano un rifugio sicuro. Milano fu uno dei capolavori presentati dalla Maison all’Exposition Internationale des Arts Décoratifs et Industriels a Parigi nel 1925. Uno scrigno dalle linee art déco, fu il manifesto di ingegno e delicatezza usata per spazzole in cristallo e avorio intagliati che venivano diligentemente protette. Guardaroba famosi trovarono rifugio in bauli dove i cassetti foderati in velluto portavano ancora il ricordo di Greta Garbo, Katherine Hepburn o Lauren Bacall.

VIII B. MODA: KIT DI BELLEZZA, BOCCETTE PREZIOSE E DELICATE SCATOLE PER GIOIELLI

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Nello spirito della diversificazione, Gaston-Louis Vuitton creò la prima fragranza firmata dal marchio nel 1927. Heures d’Absence fu presentata in una scatola che ricordava i segnali chilometrici disseminati lungo la strada che conducevano alla seconda casa con lo stesso nome appartenente alla famiglia Vuitton. Je Tu Il seguì nel 1928 e Eau de Voyage nel 1946. Desideroso di abbellire la vita di ogni giorno, Gaston-Louis si rivolse alle arti decorative per creare bottiglie mai viste prima. Camille Cless-Brothier, Suzanne Auzanneau, Pierre-Emile Legrain e lo stesso Gaston-Louis Vuitton crearono disegni e bottiglie basate sul tema delle piante in modelli stilizzati accompagnati da deliziosi “tappi” chiudi bottiglia.

VIII C. MODA: DANDY SOFISTICATI, UOMINI DI OGGI ED ESEMPI DI VALIGERIA DA UOMO

Lucien e Sacha Guitry erano clienti fedeli, come testimoniano i numerosi bauli guardaroba che portano le loro iniziali. Couturier capriccioso della prima decade del 1900, Paul Poiret incluse la famiglia Beistegui in una lunga lista di clienti alla fine del XIX° secolo, la cui fama rivaleggiava con quella di Louis Vuitton. Questo territorio di eleganza maschile comprendeva borse per abbigliamento e kit da toilette con la stessa raffinatezza delle valigie o delle borse odierne. Negli anni ’20, Vuitton promosse l’eleganza al punto di affidare agli artisti dell’epoca la creazione di bastoni con teste scolpite.
Che si trattasse del guardaroba particolare di un dandy ottocentesco o delle fantasie di un uomo alla moda contemporanea, i bauli postali e le borse per indumenti venivano presentati come passaporto per il viaggio e lo stile.

VIII D. MODA: CREARE MODA RISPECCHIANDO LA CONTEMPORANEITA’

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Nel 1996, gli stilisti Azzedine Alaïa, Manolo Blahnik, Romeo Gigli, Helmut Lang, Isaac Mizrahi, Sybilla, e Vivienne Westwood si uniscono al costruttore di bauli per celebrare il centenario della tela Monogram, sorprendendo tutti con le loro creazioni audaci. L’anno seguente, la moda e il prêt-à-porter entrano ufficialmente nella lista delle attività del marchio Vuitton. Marc Jacobs diventa il direttore artistico per quasi sedici anni. Le sue collezioni offrono una testimonianza sul mondo del viaggio e portarono incontri con artisti quali Stephen Sprouse, Takashi Murakami e Richard Prince che ancora oggi mostrano il proprio imprinting.
Dal 2014 Nicolas Ghesquière presiede il futuro del prêt-à-porter Louis Vuitton nelle collezioni donna. Questo stilista visionario ha costruito un ponte tra la storia e la novità. Ha fatto suoi gli usi della pelletteria, traendo ispirazione da monogrammi di pelle che sono stati utilizzati per decenni, spingendoli verso territori incontaminati.

IX. LA STANZA DELLA MUSICA ORDINI SPECIALI, TRASPORTATI DA UN SOGNO

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Fin dalla nascita della Maison Louis Vuitton, i clienti più esigenti hanno avuto l’opportunità di commissionare ordini speciali unici a servizio dei loro scopi e sogni. Non vi è fantasia o stravaganza che non possa essere imballata. Baule doccia, baule altare, baule letto o baule per sigari, in ogni situazione Louis Vuitton abbina l’ambizione del viaggiatore e le sue specifiche esigenze con uguale competenza.
Gli strumenti musicali, fragili e delicati, sono probabilmente gli elementi più vulnerabili da confezionare. Che si tratti di un violino, una chitarra, o la bacchetta del direttore d’orchestra, custodie protettive rivestite in morbido velluto sono state progettate dal costruttore di bauli. Avvolgendo i contorni di questi ospiti illustri, hanno assicurato il miglior viaggio per suoni e musica.

“Volez, Voguez, Voyagez – Louis Vuitton”
Grand Palais di Parigi fino al 21 Febbraio 2016.