CINA – FASE 2.

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Per anni siamo stati abituati ad una Cina che guarda ad Occidente in modo univoco così come abbiamo osservato con naturalezza il mondo della moda spingersi sempre più a Oriente per promuovere marchi e collezioni.

Durante le settimane della moda maschile ci siamo resi conto che le cose non stanno più esattamente così.
Negli ultimi anni infatti, specialmente in Cina, un radicale cambiamento del mercato ha visto la nascita e lo sviluppo di marchi e gruppi legati al mondo della moda dai numeri impressionanti.

La Cina quindi non si limita più all’acquisto e al consumo del solo prodotto Occidentale in modo passivo ma a sua volta si è resa capace di produrre moda, di venderla ed ora è pronta a esportarla su scala globale, forte di una solida base economica.

Per capire meglio questo cambiamento abbiamo seguito i passi del Fujian Septwolves Industrial Co, colosso del menswear cinese con oltre 3000 negozi e 420 milioni di euro di fatturato.
Il gruppo infatti ha presentato durante l’ultima edizione di Pitti e nel calendario della Settimana della Moda le linee pronte a sbarcare sul mercato Europeo.
Con il debutto fiorentino di Swolves e quello milanese di Septwolves è chiaro quindi che l’espansione del gruppo in Europa non è solo un intento ma di fatto realtà.

Parlando con Ronald Yan, Ceo del gruppo, ci siamo resi conto che la vera peculiarità del progetto è quella di essere portato avanti da un gruppo eterogeneo e cosmopolita, composto da voci non solo cinesi ma internazionali. Il team stilistico di Septwolves, solo per fare un esempio, è coordinato da Colin Jiang, cinese di origine ma milanese di adozione.

Yan ha inoltre esaltato marchi del Made in Italy, celebrandone l’incredibile savoir faire e rimarcando l’intento di non volersi mettere in competizione.
I marchi infatti mirano a conquistare il mercato Occidentale con capi più riconoscibili, facili ed immediati.

Uno sviluppo che già si annuncia vertiginoso e che dovrebbe essere invito per i marchi europei alla riflessione.

Basteranno le parole di Ronald Yan a tranquillizzarci?

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