A CONVERSATION WITH SILVIA BINI

Durante un recente weekend in Versilia abbiamo con piacere trascorso una piovosa domenica mattina in compagnia di Silvia Bini, vulcanica e intraprendente protagonista del panorama retail e del buying italiano.

Silvia, terza generazione di una famiglia di commercianti, è a capo di diversi store a Viareggio dove si possono acquistare più di un centinaio di brand per uomo e per donna. All’interno delle boutique, accanto ai tradizionali brand del lusso, è possibile trovare numerosi talenti emergenti che garantiscono un’esperienza di shopping piuttosto rara in Italia.

Davanti ad una tazza di caffè abbiamo chiacchierato e imparato moltissimo di quello che è il panorama retail, tassello fondamentale nel ciclo della moda ma a noi piuttosto sconosciuto.

Silvia è una profonda conoscitrice della moda, ha una cultura davvero infinita oltre che una passione ardente per il suo lavoro, tanto profonda da emergere dalle sue parole quanto dai sui occhi non appena si intavola un discorso inerente una collezione, uno stilista o un marchio.

Oggi abbiamo deciso di raccogliere alcuni risposte che Silvia ci ha dato durante il tempo trascorso insieme.

Buona lettura,
F&F

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Silvia, ci può indicare tre pezzi che ogni uomo dovrebbe avere nell’armadio per questa estate?

SB. Il vero must di questa estate è una giacca militare, tipo marsina come quelle proposte da Saint Laurent o da Gucci.
Non devono poi mancare una camicia classica, magari dall’effetto usato con polsi ampi e gemelli.
Intramontabile resta il jeans, ancora una volta dall’effetto used. Bisogna però sempre tenere a mente che avere un armadio completamente rinnovato ad ogni stagione non è mai una garanzia di eleganza: è bello saper mixare capi di stagione con altri che si possiedono da tempo, in modo da creare abbinamenti non banali o ripetitivi.

Il bello e la bravura stanno nella capacità di mischiare presente e passato e che la vera modernità sta nell’affrontare i canoni senza estremizzarli.

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Gucci(SX) e Saint Laurent (DX) SS2015

Cosa non deve mancare nel guardaroba di un uomo?

SB. Se fossi uomo opterei solo in capi cult, da tenere per sempre! Non acquisterei mai capi o accessori banali.L’armadio deve invece contenere capi passe-partout che ti permettano di uscire la mattina e di rientrare a casa la sera senza il bisogno di cambiarsi continuamente.

Che cosa deve invece indossare una donna per essere elegante e contemporanea?

SB.  Deve indossare capi che la facciano sentire bene, che siano facili da interpretare e versatili. E’ una donna che condivide l’armadio con il suo uomo secondo la tendenza unisex proposta da marchi come Saint LaurentFaith Connection o Balmain.
Così come per l’uomo deve avere una serie di capi cult, cioè capi che se scelti bene non togli più dall’armadio.

In una delle mie vetrine ho esposto un vecchio quaderno di Valentino che ha più di 20 anni dove sono raccolti tessuti identici a quelli proposti quest’anno in passerella. photo IMG_7567.jpgLa moda passa ormai sempre più dal web. Una donna chi deve seguire per prendere ispirazione?

SB. Il mio consiglio è di evitare modelli di riferimento che piacciano a tutti. Bisogna puntare in alto e prendere spunto da personaggi/icona come Anna dello Russo, perfetta in ogni situazione anche se all’estremo, o la bravissima neo-mamma Miroslava Duma.

Tra le giovanissime mi piacciono molto i look sempre un po’ “sgangherati” di Cara Delevigne così come quelli di Leandra Medine (aka Man Repeller).

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Leandra Medine AKA Man Repeller
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Cara Delevigne

Quali sono i marchi della stagione?

SB. Le punte di diamante sono sicuramente Sain LaurentValentino e Chloé per la donna. Anche Dries van Noten sta andando benissimo.

Anche molti marchi più giovani e contemporary come Marcelo Burlon stanno funzionano bene nell’uomo mentre nella donna sono più rallentanti.

Com’è il cliente di Silvia Bini?

SB. Nel mio negozio non vendo solo moda ma cerco di trasmettere un po’ di cultura e questo la mia clientela lo sa bene. I miei clienti ormai sono preparati ed informati ed è raro che vengano in boutique dicendo “vestimi”. La mia clientela è per il “mi piace” o il “non mi piace” indipendentemente da quale sia il brand.

Abbiamo venduto molto bene collezioni tanto care quanto sconosciute. Nei ragazzi giovani la situazione è invece al rovescio: il marchio domina.

Com’è invece l’uomo che compra da Silvia Bini?

SB. L’uomo che compra da me al 90% sa già quello che vuole. I quarantenni sono tendenzialmente più umili e aperti ai suggerimenti mentre i giovanissimi hanno già le idee molto chiare.

Che cosa rende il mondo Silvia Bini diverso dagli altri negozi?

SB. I miei negozi sono allo stesso tempo il regno del mix e della privacy.

Tra le sue boutique quella dedicata all’uomo è decisamente unica. Come è nato questo progetto?

SB. Il negozio uomo risale al 2003. Avevo in mente di realizzare un guardaroba maschile più che un negozio. Le dimensioni modeste sono state uno stimolo più che un limite e l’imposta ottimizzazione degli spazi ci ha spinto a scegliere armadi provenienti dalle biblioteche americane e a progettare un nastro simile a quelli che normalmente troviamo nelle lavanderie. Una soluzione insolita che ci permette di appendere oltre 4000 capi alla volta. photo MEN SHOP1.jpg

Un sito maschile che le piace?

SB. Il più bel sito in assoluto da uomo è MRPorter: sempre rispettoso di una filosofia ben definita al di là della moda del momento.

Progetti per il futuro?

SB. Sto cercando di espandermi con l’aiuto di ragazzi giovani e intraprendenti. Il mio sogno è quello di realizzare un Dover Street Market in chiave Viareggina!

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