ANDROGINIA: COME LUI, COME LEI

Impossibile non averci fatto caso, sia in passerella che per strada: la moda sta attraversando una tendenza androgina? Tra menswear e womenswear il flirt si fa sempre più audace, se prima erano le donne a giocare con i capi chiave del guardaroba maschile, come camicie bianche, completi, cravatte, scarpe stringate, ora è l’uomo che è disposto a sperimentare più che mai.

Già durante le ultime fashion week i confini si sono spostati in un battito di ciglia: trasparenze, delicate bluse in seta, stivali con tacco alto, cardigan in lana mohair stampata, tessuti impalpabili, uniformi in nylon nero, tutto per lui e per lei. Un esempio? La collezione Gucci uomo autunno/inverno 2015, portata in passerella dal nuovo direttore creativo Alessandro Michele, ha proposto abiti dal gusto decisamente femminile, indossati da modelli androgini e particolarmente esili. Il fashion designer ha affermato a tal proposito: penso che gli uomini e le donne non siano così diversi, è possible creare un mondo per entrambi, è qualcosa di moderno.

Il modo in cui gli uomini si rapportano con la moda è molto cambiato, non hanno più alcun timore di giocare, sperimentare e godere della moda. In questo senso c’è sempre più uguaglianza tra uomo e donna, evidente nel modo in cui “consumano” la moda. Ora gli uomini sono più informati su quello che indossano, sia in riferimento alla qualità dei tessuti, che alla ricercatezza dei dettagli, che alla modernità delle forme. Il loro modo di vestire si sta plasmando da “puramente pratico” a un vero e proprio metodo per comunicare chi sono e la loro personalità. Ed è questo il bello della moda.

Lo stesso capo può assumere un carattere diverso a seconda se venga indossato da un uomo o da una donna, fattore particolarmente interessante e stimolante per gli stilisti. Oggi uomini e donne sono così sicuri della loro sessualità da poter giocare con tutta naturalezza interpretando il guardaroba secondo i propri codici.

Le case di moda che si stanno sempre più spingendo oltre i confini sono molte: Givenchy, JW Anderson, Rick Owens, Jean Paul Gaultier, Vivienne Westwood, Comme des Garcons, per citarne alcune. Julia Roberts nell’advertising Givenchy della stagione autunno/inverno 2014 rende omaggio a una sartoria che va oltre ogni definizione di genere. Il trend è ciclico, ha avuto una forte crescita negli anni ’90 con Calvin Klein che ha proposto un unico profumo per lui e per lei, vestendo uomini e donne in jeans e t-shirt. Ma il fenomeno si è evoluto nel tempo, e oggi va oltre allo scambio di capi e accessori, vi è una vera e propria nuova flessibilità dei confini, abbattimento delle restrizioni.

E a provare la tendenza in corso è la recente rivoluzione di Selfridges, il famoso store londinese, che ha inaugurato Selfidges Agender. Si tratta di un nuovo concetto di spazio, ideato dal designer Faye Toogood, che sconfina la linea di separazione tra generi. Dal 12 marzo, per sei settimane, tre piani del loro store in Oxford Street diventano un ambiente che trascende dal “lei” o “lui” proponendo solo articoli unisex: moda, accessori e beauty. Ma non solo, infatti, fotografia, musica, design e cinema esplorano a tutto tondo l’idea di androgina.

Sarebbe interessante sapere se il trend della moda unisex si limiterà esclusivamente a capi che possono essere indossati da entrambi i sessi, oppure se sfocerà in una nuova e audace prospettiva nei confronti del concetto di genere.

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