ICONA DI STILE: CHRISTIAN DIOR

Christian Dior nacque a Granville, un paesino della Normandia, nel nord della Francia, nel 1905.

Si trasferì a Parigi, insieme alla famiglia, in età piuttosto giovane e nonostante volesse diventare architetto, fu spinto dal padre a frequentare gli studi in scienze politiche iscrivendosi all’Ecole des Sciences Politiques nel 1925. Dopo la laurea, Dior aprì una galleria d’arte, ospitando opere di artisti molto in voga nel panorama parigino, come Picasso, Jacob e Braque. Ma nel 1931 morirono sia i genitori che il fratello maggiore e Dior visse un anno molto difficile che lo portò a chiudere la sua galleria d’arte. Qui incominciò il suo percorso come stilista, prima grazie ad un lavoro come illustratore presso Figaro e poi come assistente al disegno da Piguet. Dopo un periodo passato in guerra, tornò a Parigi e lavorò come sarto nella casa di moda di Lucien Lelong a fianco di Pierre Balmain. Nel 1946 aprì il suo atelier grazie al sostegno economico dell’imprenditore tessile Marcel Boussac, figura chiave nella vita di Dior, e iniziò la sua rivoluzione nel mondo della moda.

In poco tempo raggiunse la fama e diventò uno dei fashion designer icona del Novecento. Dior introdusse fin dalla sua prima collezione chiamata “Ligne Corolle” abiti iperfemminili, ispirandosi alla moda francese di fine Ottocento. Eleganza e fascino hanno sempre contraddistinto le creazioni dello stilista, che ha sperimentato nuove silhouette e nuove lunghezze, utilizzando materiali ricercati e lussuosi. La donna Dior aveva spalle arrotondate, gonne lunghe svasate a forma di corolla a venti centimetri dal suolo, cappelli larghi e piatti, la celebre guêpière, lunghi guanti e tacchi alti.

Fu in contrapposizione e contrasto con lo stile di Chanel, che in quegli anni aveva permesso alla donna di fare passi in avanti nella libertà di stile: Dior invece affermava un modello di donna romantica, elegante, femminile e raffinata. Abiti come opere d’arte, costruiti e strutturati nei minimi dettagli che, solo a metà degli anni ’50 vedono linee più leggere, comode e semplici, in una collezione chiamata “Mughetto”. Dior fu il primo ad associare lo stile degli accessori a quello delle linee di abiti, vendendo borse, scarpe, profumi e cosmetici.

Nel 1957 si spense in Italia, durante un periodo di vacanza, a causa di un attacco di cuore e da quel momento prese in mano le redini dell’azienda il suo delfino: Yves Saint Laurent. Più tardi si susseguirono a capo della maison Marc Bohan, che portò la nascita delle linee Miss Dior, Baby e Monsieur, poi Gianfranco Ferrè, John Galliano nel 1997 e infine Raf Simons.

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  1. Religious Dior was a French fashion designer most effectively recognized for his concept called the Face-lift,
    which debuted at the end of The second world war.
    I don’t necessarily consider myself a fashion designer, merely an enthusiastic home sewist, however
    I still think it benefits me to referred to as long as I can around style
    past (I highly recommend Tim Gunn’s book on the subject).
    I identify what you’re believing, oh a bio … yawn!

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