Ultimamente ho la fissa delle scarpe, perdonate due post consecutivi sul tema, ma d’altronde non sono forse scarpe e borse le due debolezze delle donne? Questa settimana volevo affrontare il tema della riscossa dei Birkenstock e di tutte quelle “ugly shoes“, che un tempo consideravamo relegate all’uso in casa, e che adesso stanno diventando il nuovo lusso.

Di nuovo, è colpa di Phoebe Philo, designer di Céline, se i “sandali da tedesco in vacanza in Italia” e le ciabatte da piscina sono uno degli oggetti del desiderio di tutte le fashionistas, memori di quelle prime ciabatte pelose viste lo scorso inverno e molto discusse.
Insomma, una conferma del fatto che le tendenze più vacue sono passeggere, mentre quelle supportate da una componente extra sono destinate a durare, in questo caso, il trend si aggancia alla passione per la moda sportiva e alla comodità, di cui abbiamo già discusso la settimana scorsa.
Viste in passerella la scorsa estate, pensavo che queste scarpe sarebbero rimaste là, invece, la loro ascesa è stata irresistibile, dallo street style ai red carpet, con la controversa, eccentrica e coraggiosissima Tilda Swinton che osa un modello Haute Couture di Schiaparelli alla premiere del film Grand Budapest Hotel.

Dopo Céline, moltissimi stilisti hanno proposto la loro versione, dalle stampe floreali di Givenchy al leopardo di Giambattista Valli alla rivisitazione delle ciabatte che portano le nostre nonne fatta da Isabel Marant.

Personalmente, sono ancora un po’ scettica riguardo a questa tendenza e non so se la abbraccerò. Da un lato, mi attira moltissimo l’idea di stare comoda e con delle scarpe che abbiano rispetto dei miei archi plantari (soffro di scoliosi e piedi piatti, d’estate prediligo i sandali infradito e le havaianas, ma i miei tendini d’Achille gridano vendetta al termine di una giornata umida e bollente), dall’altro, temo che si adattino solamente a look o molto gipsy o molto ricercati, che richiedono personalità confacenti. Io ho uno stile piuttosto bon ton, e temo di non essere in grado di portarli con la sicurezza necessaria (tralascio il fatto che, secondo me, servono gambe magrissime perché questi ibridi tra sandali/ciabatte che non so bene come qualificare non mortifichino la figura).

Voi cosa ne pensate? Siete favorevoli o contrari allo sdoganamento “della ciabatta”? Come la indossereste?

Anna

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