ISABELLA BLOW: FASHION GALORE!

La scorsa settimana sono andata a vedere la mostra organizzata dalla Somerset House di Londra su Isabella Blow, ricca ed eccentrica aristocratica, che ha avuto il merito di scoprire due eccellenze inglesi quali il tormentato Alexander McQueen e Philp Treacy, il “cappellaio matto”.
Donna dalla personalità problematica (è, infatti, morta suicida nel 2007), ha mosso i primi passi nella moda come assistente di Anna Wintour a Vogue America, lavorando poi per il Sunday Times Style fino a diventare direttore moda di Tatler.

 photo 450318517PM00006_Final_Touc.jpg photo 450318517PM00034_Final_Touc.jpgFinal Touches Made To Isabella Blow: Fashion Galore!, A New Somerset House Exhibition

La mostra è estremamente divertente ed interessante, perché ricostruisce la vita della Blow attraverso i suoi vestiti e documenti cartacei o visivi. E’ molto didattica, chiara e ben sviluppata, anche se si concentra troppo sugli outfit e poco sulla personalità tormentata della editor, che, in realtà, secondo me spiega molte delle sue scelte stilistiche.
Depressa e bipolare, Isabella Blow utilizza i vestiti come armature per proteggersi dal mondo (dopotutto, è pure sempre un’aristocratica), e rende chiavi del suo stile i cappelli e le scarpe. I suoi outfit estrosi sono in realtà un’uniforme, composta perlopiù da cappelli di Philip Treacy, abiti di McQueen e scarpe di Manolo Blahnik: i più rappresentativi sono ricostruiti su un’interminabile fila di manichini, a darci una vaga idea di quanto il suo guardaroba fosse vasto e prezioso.

Al di là degli abiti couture (troppo brit per i miei gusti, ma di cui riconosco il pregio e la sartorialità) e dei bellissimi cappelli scultura di Treacy (sapete già che ho un debole per lui), ciò che mi ha colpito di più è stato vedere i primi capi realizzati da McQueen alla sua collezione di laurea al Central Saint Martins, e la sfilata che la Blow ha organizzato con lui in una chiesa sconsacrata, dove le modelle portavano in testa crocefissi, così anni 90 e scandalosa all’epoca.

L’highlight della mostra, però, è la sala finale, dove è esposta La Dame Bleu, collezione P/E 2008 di Alexander McQueen, frutto della collaborazione tra lo stilista e Philip Treacy, dedicata a Isabella Blow e da lei ispirata, a voler trasmettere agli utenti l’eredità e l’importanza di questa donna per la moda inglese.

Anna

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