L’ABC del gentiluomo

Dalla A di Amabilità alla Z di Zen: il dizionario che condensa tutto quanto fa di un uomo un gentleman.

“Gentleman” rappresenta un termine pieno di significato che ha parzialmente cambiato la sua connotazione nel tempo. Essere un gentiluomo non dipende dalla pozione sociale, gentiluomo è colui che tratta gli altri con massimo rispetto, è colui che non prende vantaggio dalle sue possibili forze, è colui che non offende in alcun modo e per alcuna ragione.

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A. Amabilità
Il gentiluomo, come dice la parola stessa, è prima di tutto gentile. Sinonimo di cortesia, garbo, gradevolezza, cortesia, è a volte erroneamente scambiata per debolezza di carattere.

B. Brevità
Ovvero concisione, stringatezza, amore della sintesi. Un gentleman è piuttosto parsimonioso nell’esprimersi: usare più parole del necessario significa avere idee poco chiare o che si sta tentando di imbrogliare l’interlocutore.

C. Cosmopolitismo
Esser capaci di muoversi a proprio agio nelle strade di Pechino come in quelle di New York, saper apprezzare una trattoria toscana come un famoso ristorante parigino. Non bisogna perdere l’aplomb, ma conoscere e rispettare i costumi altrui.

D. Denaro
Mezzo e non fine, da rispettare senza idolatrare, da non nascondere, ma neppure ostentare. Meglio se guadagnato con propri talenti e da custodire con eleganza se ereditato.

E. Eleganza
Eleganti si nasce o si diventa? Eterno dilemma, l’importante è saper scegliere gli abiti e gli accessori più adatti al proprio fisico e al proprio spirito.

F. Fermezza
Parente stretta del coraggio e della forza di carattere, indispensabile in un gentiluomo.

G. Gusto
Buon gusto o cattivo gusto possono migliorare o peggiorare nella vita, ma il gentiluomo, per quanto sicuro del proprio, non lo impone a nessuno. Un po’ per disincanto, un po’ per delicatezza, un po’ perché il kitsch ispira a volte una perversa allegria.

H. Humor
Humor, spesso scambiato per umorismo, è la tendenza a reagire alle noie quotidiane con un divertito buonsenso o un pizzico d’ironia.

I. Identità
Anche a rischio di passare per dandy, variante esasperata e spericolata del genere, il gentleman aborre il conformismo. Esso non si chiede affatto se il suo agire si conformi ai comportamenti mediamente diffusi, consapevole di essere lui il giudice più severo di se stesso.

K. Koiné
Per quanto sicuro della propria identità, del proprio gusto e della propria eleganza, il gentiluomo è tutt’altro che un solipsista e sa bene di dover comunicare con tutti. Come parlare ai non gentiluomini? In un primo momento come se lo fossero anche loro, poi cercando di evitarli..

L. Lealtà
Mantenere la parola data, evitare escamotage e furbizie meschine, comportarsi lealmente: si tratta di caratteristiche fondamentali in un gentiluomo.

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M. Maestria
L’abilità di cavarsela in ogni occasione con un misto di intelligenza ed audacia, frutto non solo di talento, ma di un lungo esercizio, il tutto guidato dalla convinzione che solo se una cosa è fatta bene val la pena di farla.

N. Nobiltà
Un tempo veniva considerato gentiluomo solo chi aveva avuto nobili natali, ma le grandi rivoluzioni borghesi hanno ribaltato quella convinzione-convenzione: la nobiltà d’animo va conquistata ed è quella che conta di più.

O. Oggettività
Esiste con certezza solo nelle scienze esatte, ma esistono buona fede e fedeltà di giudizio, applicando agli altri lo stesso metro di misura che si vorrebbe applicati a se stessi.

P. Passione
Sarà per via dello stereotipo anglosassone, sarà per via dell’autocontrollo e di un’apparente imperturbabilità, il gentiluomo rischia di dare un’immagine fredda ed insensibile, mentre in cuor suo concorda con Hegel secondo cui “nulla di grande è stato realizzato al mondo senza la passione”.

Q. Qualità
Il gentleman la preferiscono alla quantità, non per ragioni di cultura, ma perché porta a risultati vantaggiosi su di un lungo periodo. Selezionare anziché accumulare è la filosofia di un buon collezionista e il gentleman quasi sempre lo è: qualità negli oggetti, nelle persone e nelle frequentazioni.

R. Raffinatezza
Evitare il banale equivoco di scambiarla per ricercatezza e magari estetismo decadente, l’autentica raffinatezza è un punto d’arrivo lungo un cammino di semplicità e spontaneità. Non bisogna imitare Cary Grant, bisogna esserlo, ciascuno a suo modo.

S. Seduzione
Charme, seduzione e carisma innati dei gentiluomini fanno infuriare i comuni mortali.

T. Tolleranza
Virtù sopravvalutata ed inflazionata, il gentleman può tollerare le debolezze ma non le mascalzonate. La sanzione sociale imposta al mascalzone da parte del gentleman è togliere il saluto.

U. Utopia
Secondo l’etimologia greca significa “luogo che non esiste”. L’utopia positiva si riferisce ad una società così felice, armoniosa e perfetta da trovar posto soltanto nell’immaginazione. Il gentiluomo, persona razionale, ammira le utopie, ma si attiene agli ideali realizzabili.

V. Volontà
Alla larga da inutili banalità e proverbi, il gentleman si domanda cosa veramente vuole e se valga la pena di realizzarlo.

Z. Zen
Il gentleman non ama filosofare, tutt’al più preferisce riflettere ed analizzare le situazioni come farebbe un sociologo o un economista, ancorando le regole astratte ai casi concreti. Ma ammette un certo debole per il pensiero Zen.

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