ALLA RICERCA DEL CAPPELLO PERFETTO

Sono contenta! Dopo lunghe ricerche, ho finalmente trovato un cappello che mi soddisfi esteticamente e mi tenga al caldo. Quindi, questa settimana, vorrei raccontarvi della mia lunga caccia al cappello perfetto.
Tutto inizia, ovviamente, da internet, massima fonte di ispirazione, dove consulto Vogue, Elle, Harper Bazaar e altri siti di testate giornalistiche a caccia di servizi di street stile ed editoriali che trattino il tema. Insoddisfatta, passo agli store online: Net-a-porter, Colette, Matches, Browns, Moda Operandi, MyTheresa, LuisaViaRoma, Saint Laurent, Borsalino e Maison Michel (la maison che produce i cappelli per Chanel), senza dimenticare l’high street di Topshop e Zara.

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Maison Michel

Con le idee più chiare sul modello che mi piacerebbe (niente cuffiette, si a modelli tipo Borsalino o Trilby), è il momento di passare all’azione. Non ho ancora fissato un budget, così mi posso sentire libera di provare tutti i cappelli che mi capitano a tiro, conscia di avere una faccia “da cappello”.
Il mio primo bersaglio è un cilindro di Cucinelli, nel quale mi imbatto già a metà settembre, mentre mia madre decide su che capi puntare questa stagione ed io, annoiata, gioco con gli accessori invernali. Uno sguardo all’etichetta del prezzo, e decido di optare per una versione low cost così, tanto per togliermi lo sfizio di avere un cilindro nell’armadio. Purtroppo, la versione low cost che riesco a reperire è “tanta”, è sì un cilindro a prezzi modici ma così alto che io, che sono piccola e proporzionata, sembro un bambino col cappello del papà in testa.
Passo, quindi, alla bombetta. Very english, ha un che di Downton Abbey e rende ironico qualsiasi outfit. Anche qui faccio cilecca, la bombetta non mi dona proprio.

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Philip Tracy

Tempo dopo, entro da Saint Laurent per cercare un paio di anfibi e mi innamoro di un cappello, quasi uguale a quello che avevo notato in una foto di Rosie Huntington-Whiteley dell’anno scorso, uscito diretto dalla passerella, ma con la falda più stretta (per le ragioni di cui sopra, ovvero altezza mezza bellezza, sparisco dietro ad una falda troppo larga). Mi sta benissimo, è iperdonante, è della nuance grigia perfetta a metà tra il cemento e il taupe ed io sono in brodo di giuggiole. Cosa mi frena dall’acquisto compulsivo? Il prezzo, ovviamente! Alla modica cifra di 650 euro non posso neanche chiedere ai miei di regalarmelo per il compleanno, mi vergogno troppo!

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Saint Laurant S/S 2013

Capisco che mi devo ridimensionare, ma non voglio neanche andare da Topshop, non perché in Topshop ci sia qualcosa che non va, ma perché il fedora che ho comprato 2 anni fa a 20£ si è sciolto sotto la prima pioggia londinese… Insomma, mi autoconvinco di meritarmi un bel cappello.
Philip Tracy e i suoi trilbies sono fuori dalla mia portata geografica, dato che la prossima trasferta londinese è prevista per gennaio, è venuto freddo, sono italiana e come tale decido di rivolgermi a Sua Maestà del cappello made in Italy, Borsalino.
Credo di aver provato 50 cappelli nel giro di 3 visite in negozio, ma la mia persistenza è stata ripagata ed ho trovato quello che mi accompagnerà tutto l’inverno: un classico feltro con anello rasato dalla tesa media, a metà tra modello maschile e modello iperfemminile, una giusta via di mezzo che si addice al mio stile e alla mia corporatura.
Non è, però, finita qui, perché oltre alla caccia al modello giusto, che valorizzi il viso e dia un tono all’abbigliamento, bisogna pensare al colore! Dopo essere passata per blu e grigi, ho optato per un noioso nero, che però si abbina bene con tutti i miei capispalla: cappotto nero classico, montgomery blu per quando mi sento alternativa, parka verde militare, pelliccia verde militare anch’essa e il mio nuovo pellicciotto di leopardo sintetico di Zara, fino ad ora l’acquisto più azzeccato di tutto l’inverno.
Adesso, veniamo a voi! Anche voi mettete tutta questa dedizione nel cercare un capo che desiderate davvero e che volete perfetto? Avete un “metodo” di ricerca? Cosa avete comprato fino ad ora che vi ha dato più soddisfazione? E che genere di cappelli portate, se vi piacciono come accessorio?

Anna Violante


  1. Io negli acquisti sono più impulsiva, quando vedo qualcosa che cercavo che mi attrae la compro, ma non la vado a cercare, aspetto che sia lei a trovare me. L’acquisto che mi ha dato più soddisfazione non è stato per me, ma per mia mamma, la campanella di Chantecler per i suoi 80 anni