SE UN TAGLIO DI CAPELLI PUò RIVELARTI CHI SEI.

Ebbene si, lo ammetto, l’ho fatto.

E’ senza dubbio stata l’esperienza più chic e viziata della mia vita, roba da ereditiera, a momenti. Mi sono sentita una vera it-girl.
Sono andata a farmi tagliare i capelli da George Northwood, stylist delle star, il parrucchiere di Alexa Chung, Gwyneth Paltrow e quella stra-sventola di Rosie Huntington-Whiteley. Ora, se nei commenti mi volete insultare, siete autorizzati, non me la prenderò!! In realtà, dato che mi vado a tagliare i capelli una volta all’anno e il mio parrucchiere di fiducia di Bologna, quello che mi taglia i capelli da quando avevo 13 anni, rendendomi più volte un maschietto e facendomi perdere la pazienza e versare lacrime di coccodrillo, è purtroppo deceduto, ho pensato di farmi un regalo (dopotutto tra poco è il mio compleanno!) e coccolarmi così, senza sperperare la cifra in vestiti che non sarei riuscita a far stare nella mia cabina armadio.

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George Northwood source liberty.co.uk

Non starò qui a raccontarvi i dettagli dell’esperienza, e vado dritta al punto: ne sono uscita con una testa nuova, sia all’esterno che all’interno! Questo taglio à la Alexa ha completamente cambiato la percezione che ho di me stessa, e mi ha fatto, almeno momentaneamente, dimenticare di avere qualche kg in più che mi sento sempre addosso, e che condiziona molto come mi vesto. Quando mi guardo allo specchio sono contenta, trovo che mi dia un’aria più sbarazzina. Tutto questo, per chiedervi cosa ne pensate. Mi sono accorta che un taglio che ci sta bene è un grande accessorio, dei capelli in ordine sembrano quasi portare ad un ordine interiore. Sono piccole accortezze, una messa in piega, una manicure, un vestito che ci cade benissimo, regali che ci facciamo ma che immediatamente ci fanno sentire meglio con noi stesse e con il mondo. Non pensavo davvero che una cosa così futile potesse regalarmi tante soddisfazioni (sarà anche perchè è la prima volta che esco dal parrucchiere realmente soddisfatta senza nulla da ridire).
Su di voi fa lo stesso effetto? Trovate che abbiamo bisogno di questi dettagli e piccole gratificazioni per essere contente e stare meglio con noi stesse (e, perchè no, sentirci anche noi un po’ it-girls)?

Anna

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Alexa Chung


  1. Sono un maschietto che però si riconosce in quanto affermi.
    Alcune cose che riteniamo di cornice spesso diventano anche sostanza. Valla a capire la ns. psicologia.
    Peccato non avere il termine di paragone oggettivo: prima del taglio e dopo il taglio.

  2. ” roba da ereditiera, a momenti. Mi sono sentita una vera it-girl”. ahaha Ditelo subito chi sta scrivendo: fino a metà posto ero convinto che stesse scrivendo il Fiora, poi ho capito.

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