L’AMICO DELLE DONNE

Dicono che dietro ogni grande uomo ci sia una grande donna. A volte, dietro al look perfetto di una donna c’è un piccolo, grande uomo. Quell’uomo è Azzedine Alaïa, una delle figure più controverse del mondo della moda, che da sempre ha rifiutato di sottostare alle logiche del marketing e che ha basato la propria fama sulla sua sola, eccezionale abilità sartoriale nello scolpire il corpo femminile, ora celebrata in una mostra evento al Musée Galliera a Parigi.

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Gli studi in scultura e il lavoro come costumista al Crazy Horse consentirono a un giovane Alaia di comprendere l’estetica del corpo umano, l’importanza della seduzione e come ottenerla valorizzando le curve femminili.
Una delle sue più affezionate clienti, Mathilde de Rothschild, sostiene che grazie ad un suo abito, capo icona dello stile Alaïa, una donna ha metà del lavoro svolto per lei, che debba fare business o sedurre un uomo.
Alaïa capisce le donne e i loro corpi e i suoi vestiti, di solito presentati senza gioielli- sono perfetti così come sono – sollevano e sostengono “le derriere” e il seno, mostrano la giusta quantità di décolleté, allungano il tronco e snelliscono la vita.

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Una deviazione dai soliti itinerari parigini presso il quartier generale di Alaïa in rue de Moussy, nel Marais, dove è situato il suo atelier, e la sua (per ora) unica boutique showroom, è un’esperienza magica. Il design minimalista in bianco e nero consente al cliente di concentrarsi solo sulla bellezza dei capi, declinati in una palette neutra, fatta di bianchi, neri, colori pastello, rossi mattone e fantasia leopardata. Ogni capo funziona da solo, ma in congiunzione con gli altri rasenta la perfezione! Mi ricordo di aver provato un vestito (ci si laurea una volta sola nella vita, no?) e di aver cambiato 5 o 6 coprispalle da abbinare, finchè la commessa non fosse sicura di aver rispecchiato l’idea che Monsieur Alaïa aveva in mente quando ha pensato, disegnato e cucito il vestito. È stato come entrare in un tempio, regnava un’atmosfera quasi sacrale, grande silenzio ed immensa professionalità.

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Alaïa è conosciuto per il suo istinto infallibile, la precisione maniacale con la quale smonta e rimonta ogni pezzo, fino ad ottenere il risultato voluto. È il creatore della silhouette femminile perfetta, ideatore di una nuova estetica (si è affermato negli anni ’80 ed è sulla cresta dell’onda da 30 anni, ormai), fatta di spalle larghe, vita stretta e gambe lunghissime, una versione lussuosa di punk, raggiunta grazie all’uso sapiente di pelle traforata, borchie decorative, leggings neri e body aderenti.
I suoi abiti fascianti abbracciano il corpo, quasi fossero cuciti addosso, e conferiscono immediata eleganza. Sono perfetti abbinati alle ballerine, ai sandali gladiatore o agli stivaletti con tacco da amazzone che lo stilista disegna. Basta un cardigan e si è pronte per il cambio di stagione, mentre con un cappotto strutturato si affronta l’inverno. Le it girls fasciano le loro vite sottili con un’alta cintura di pelle, mentre le “sciure” si proteggono le spalle con un bolero di pelliccia. Sono capi adatti a tutte le età, e a portafogli belli pieni.

Carla Sozzani, buona amica e consigliera dello stilista e una delle poche rivenditrici in Italia del marchio, sostiene che “Azzedine rappresenta la moda allo stato puro. Nei suoi capi le donne si sentono belle, comode e ammirate”. Sono perfettamente d’accordo, una donna in Alaïa è immediatamente la donna più elegante della stanza. Cos’altro si può chiedere a un couturier, i cui capi non passano mai di moda?

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