PARIS FASHION WEEK SUMMARY
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Come ogni stagione, le sfilate di Parigi non deludono. Dopo tutto, la Paris fashion week è da me ed altre la più attesa per un motivo, no?

 Dei molti show che animano la settimana conclusiva di quel mese intensissimo che per gli addetti al mestiere è febbraio, io aspettavo con ansia il nuovo astro nascente Carven, la più amata dalle fashioniste Isabel Marant, Louis Vuitton per verificare il genio di Marc, Chanel (obviously, se no che shampista sarei?) e la mia prediletta Miuccia Prada, al banco di prova con l’ennesima stagione di Miu Miu.

 

Iniziamo da Carven, marchio che era ai più sconosciuto-nonostante sia stato fondato nel 1945- e che è stato riportato in auge da Guillame Henry, ex couturier di Givenchy, con il preciso intento di svecchiarne l’immagine e renderlo appetibile per le più giovani. Da circa un paio di stagioni ha fatto il botto. Per questo autunno/inverno 2012-2013 Carven si mantiene fedele al suo stile ed ai capi che lo hanno reso famoso: gonne e giacche in fustagno strutturate, colori neutri nei toni dell’ocra, cappottini corti da indossare con shorts in vero stile parigino, vestiti in tessuti misti quali seta e faille, molto velluto. Come tutti gli anni, Monsieur Henry ha scelto una stampa stravagante con la quale declinare vestiti in seta impalpabile e gonne da abbinare a camice di jeans. Se per questa primavera/estate ha scelto la carta geografica, in inverno cercheremo tutte di accaparrarci quella gonna con la contadina medioevale china a lavare i panni.

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Due trend ci porteremo dietro dalla attuale stagione: il pizzo e la stampa paisley, nei toni del blu profondo e del viola cupo.

Ho, invece, trovato deludente la sfilata di Isabel Marant. Messa da parte l’impronta etnica che la caratterizza, la Marant, che da un paio d’anni non ne sbaglia una, ha scelto di ispirarsi ad un rodeo. Trovo la collezione altamente reminescente di quella Dolce&Gabbana primavera/estate 2001, portata in auge da Madonna nel video di Don’t tell me, ma c’è da scommettere che le camice di jeans, i pantaloni in camoscio e gli stivali andranno a ruba ed assisteremo ben presto alla consuenta “Isabel craze” appena i capi arriveranno nelle boutiques. Ciò che mi ha lasciato perplessa è la mancanza di guizzo, di estro e novità nei capi proposti. Isabel si è mantenuta fedele al suo stile, composto pantaloni stretti, scarpe a punta, top traforati e giacche riccamente decorate, quindi, in un certo senso non ha rischiato, ma non ha nemmeno brillato come suo solito.

 

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source Style.it

 


  1. Non penso sia una buona idea, almeno a mio parere, di fare una rubrica personale femminile su un blog prevalentemente maschile ed in particolare tuo personale. Anche se non metto in dubbio le capacità di Anna, non trovo interessante questo articolo, forse perché non scritto da te. Anyway, trovo come sempre il blog molto interessante ed i tuoi outfit perfetti :)

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