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Gianni Agnelli

“Don’t forget you are Agnelli”. Questa era la frase che Miss Parker, la governante di casa, continuamente ripeteva al piccolo Giovanni.
A differenza di molti altri grandi industriali del 20esimo secolo, Gianni Agnelli sarà per sempre ricordato per i vestiti che ha indossato.

Gianni Agnelli, conosciuto da tutti semplicemente come l’Avvocato, è stato infatti uno dei più grandi trend-setter del secolo appena concluso.

Vediamo in pillole, i motivi che hanno fatto conoscere quest’uomo più per la sua “sobria stravaganza” che per le sue capacità imprenditoriali.

Tratto distintivo. Orologio portato sul polsino. Vezzo o praticità?

Orologi. L’avvocato cambiava continuamente orologio e amava scegliere tra orologi  più e meno importanti. Tra quelli degni di nota va ricordato  l’IWC Portofino fasi lunari in oro giallo e un L.Leroy sempre in oro giallo. Agnelli sancisce negli anni ’80 il successo del Rolex Daytona  portato sempre rigorosamente sul polsino della camicia.Nel tempo libero o quando faceva sport indossava un enorme Omega PloProf.

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Abbigliamento. Completi su misura rigorosamente Caraceni, camicie Brook-Brothers di taglio americano con il botton-down o le più classiche Sebastian. Agnelli fu inoltre tra i primi ad indossare il piumino imbottito sul più classico abito doppiopetto e la cravatta ( mai annodata alla perfezione) sotto il maglione girocollo. Amava moltissimo anche i capi in tessuto jeans. La maggior parte di questi abiti, tenuti per tutta la sua vita in maniera impeccabile, sono ora  indossati dal suo nipote Lapo Elkann.

Gianni Agnelli Gianni Agnelli

Costume da bagno. Villebrequin.

Scarpe. Immancabili erano ai suoi piedi Tanto le Tod’s quanto le più classiche Church’s.

Profumo. Si ha la certezza che usasse Blenheim bouquet di Penhaligon’s, la stessa colonia di Winston Churchill.

Passioni. Sport, gioco d’azzardo, la vela e sicuramente le donne.

La giornata tipo. Gianni Agnelli era un tipo molto abitudinario. Si alzava sempre molto presto la mattina, poco dopo le sei con una colazione leggera,  ginnastica, massaggi e lettura dei quotidiani, italiani e stranieri. Leggendarie le sue telefonate al mattino presto. Si racconta che puntuale alle 6,30 chiamasse il direttore della Stampa per chiedere quali fossero le novità. Aveva a casa due centralinisti a disposizione che lo collegavano rapidamente con chiunque volesse. Si racconta che non maneggiasse mai denaro e che viaggiasse senza bagagli. A tutto questo pensava Brunetto, il maggiordomo.
Mangiava poco. A tavola amava spaghetti, minestra in brodo, ricotta o prosciutto accompagnati da un bicchiere di vino, preferibilmente Chianti rosso. Era anche puntualissimo e tornava sempre a casa per le 20, in tempo per vedere il telegiornale.

Vizio. Il fumo. Le sue sigarette preferite erano Camel e Chesterfield.

Gianni Agnelli

“Mettigli un elmo in testa, mettilo a cavallo. Ha la faccia del re”, diceva di lui Federico Fellini.

Gianni Agnelli

Vi ritrovate un po’ nelle scelte del grande Gianni? Io abbastanza.


    1. Gran Classe sicuro….anche nel farsi sovvenzionare dallo stato quindi dai contribuenti soldi per costruire macchine del piffero quali erano e sono tuttora le fiat . Non discuto il carisma e la classe… ma per fortuna non ci sono piu personaggi del genere ad acciuffare denaro pubblico per la propria azienda privata!!! sveglia

  1. Adoro l’agnelli style, sia quello di gianni che quello di lapo!

    complimenti per il blog, sta diventando sempre più interessante: piena dimostrazione che hai un cervello che funziona, e molto!

    giorgio!

  2. Era famoso per indossare il patek ore del mondo e il daytona 6263. Comunque. Nella prima foto lo si vede con il patek.
    Hai dimenticato di sottolineare anche il brutto vizio della coca. Vanno visti sotto tutti i punti questi personaggi. Lo apprezzo da sempre, per tutto quello che era e ha lasciato. Lapo e’ la sua fotocopia meno apprezzabile, ma più creativa.

    Michele.

    1. Più info ci sono meglio è, michi! il brutto vizio della coca ho preferito tralasciarlo perchè non mi sembrava un aspetto positivo da sponsorizzare. Ho cercato di fare emergere gli aspetti più interessanti in senso positivo di questo personaggio. A parer mio sapere che tipo di sigarette fumava può essere un aneddoto interessante, il vizio della droga non lo è affatto.

    2. Assolutamente. Però quando si prende un personaggio va visto in tutti i suoi aspetti. Comunque usava di solito un marchio italiano ( Calzaturificio Miserocchi )di scarpe che gli faceva i mocassini tipo car shoe con il tacchetto dietro. Non le tod’s.
      Il Patek era il famoso 1415HU.

    3. SI si faceva fare i mocassini anche con le pelli che poi andavo utilizzate per i sedili! =D

      usava molto le tods,
      memorabili sono le sue foto con l’abito gessato doppiopetto blu con le tod’s polacchino ai piedi

  3. Era anche un enorme scroccone che ha vissuto da signore grazie al mercato protetto dallo Stato e alle continue sovvenzioni alla FIAT. che stile! Torquemada

    1. infatti mi sono limitato a srivere

      Vediamo in pillole, i motivi che hanno fatto conoscere quest’uomo più per la sua “sobria stravaganza” che per le sue capacità imprenditoriali.

  4. che capacità imprenditoriali? ha ereditato la FIAT, ha vissuto come un principe ed ha fatto amministrare agli AD. bella roba. Torquemada

  5. bravo Filippo, bel post. sono molto affascinato da Gianni Agnelli e ho letto con piacere ciò che hai scritto. è chiaro che ha avuto tanti difetti, ma qui si parla di moda e stile e su questo, bè, Gianni era un maestro.

    bravo
    Marco

  6. caro Filippo, ho sempre pensato che tu ti ispirassi ad agnelli! mi ricordi l’ avvocato. tutti e due amate la dolce vita, i bei vestiti e siete arbitres elegantiae. il tuo blog diventa ogni giorno più appassionante, lo seguo avidamente come una casalinga alcolizzata segue beautiful.
    salutoni
    Carlo Maria Broschi

  7. Bel post, complimenti! Potresti fare un post su come si veste Valentino Garavani per esempio! In ogni caso si, anche io citerei le fonti! Ciao A.

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